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Rosetta Sacchi

Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli -
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro,
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in ... (continua)


La sua poesia preferita:
Bacio che sopporti il peso
Bacio che sopporti il peso
del suo silenzio e dei miei pensieri
che spogli l’attesa e rendi eterno
l’attimo smarrito nel tuo corpo

Bacio che sopporti il...  leggi...

Nell'albo d'oro:
A novembre
Tiepida l’aria dissolve la bruma
del primo mattino
e odora di resina il bosco
tra il brusìo di foglie d’oro screziate.
Filtrano i raggi i rami sul capo
dischiudono il frutto i ricci
sventrati qua e là nel sentiero
ingemmano le siepi...  leggi...

Il senso di un sommerso infinito
Due parole sulla tua bocca
fanno il clamore d'una folla
uno stormo in un grido
l’immensità che sconfina
- oltre gli occhi -

dove tanti cercano quiete
o strani tesori
o soluzioni a una vita molesta
dove tanti si perdono
o muoiono...  leggi...

Dillo alla luna
T’ho preso per mano ad ogn'istante
sulla pietra levigata e sul selciato
ad ogni ora del giorno fino a sera
la nostra sera silenziosa e mesta

E passo dopo passo sulla riva
persi dentro languide carezze
tra gli scogli ci siam prestati gli...  leggi...

E t’amo, in mille forme t’amo
Tra le acque fluttuano i miei sensi
onde mi plasmano sinuose
onde cercano i pendii
e il suono del silenzio
amalgama i pensieri
e l’eco di sillabe confuse
si perpetua nell’amore
che mi sfiora
m’attraversa
si posa

Tra i cieli si smarriscono i...  leggi...

La via difficile dell’amore
La via difficile non ti dirotta altrove
se l’obiettivo nella mente è chiaro,
è un’idea questa forgiata su misura
quasi un progetto studiato ad arte pare
- e tu la segui ovunque ti trasporti -

Ma a pensarci bene, è all’Amore
che s’applica la regola...  leggi...

Sirà
Era profumo di zagara nel sole
sulla sponda d’un sorriso
mentre le costeggiava
le labbra ad occhi chiusi,
d’una carezza era fatto il vento
e di petali il velo a riparo dei suoi seni
dalle sue mani evanescenti,
lontane, ma calde e deliranti.

Era...  leggi...

Donna
Se potessi nascere di nuovo
sarei ancora donna
più di quanto io sono
Ti lascerei la rabbia
la superbia
la maledetta tua ostinazione
Ti lascerei godere dei tuoi vizi
Ti lascerei alla tua disperazione
A me basta dei modi la grazia
la...  leggi...

E’ notte, la notte di segrete meraviglie
Dall’unghia alla radice ti conosco
per l’incavo del palmo m’incammino
fino al polso dove ogni battito
ha il ritmo della corsa
Esile tronco conduce alla tua spalla
nuda dove riposa l’estasi del viso
Più su, il tuo alito scompiglia la selva
dei...  leggi...

Quando rumore fai nei miei pensieri
Quanto rumore fai
nei miei pensieri
nelle notti bianche
e silenziose
Più del vento
che s'abbatte
alle finestre
e le radici
sventra dalla terra
più dell'onda
che solleva i fianchi
e lascia la saliva
sulla sabbia
Più...  leggi...

Divaricata nel buio
Divaricata nel buio
la tua bocca mi vizia

Freme il velluto
al tocco lieve
delle mani

Come lingua...  leggi...

Sarò folle d'una follia che ama i sensi
Sarò folle
D'una follia che ama i sensi
E il disperdersi nel vento
Con le foglie e i respiri
E la macchia d'inchiostro nel cielo
Sarò folle
D'una follia che ama i rischi
D'un'avventura nello spazio
Che non è nostro e non...  leggi...

Respirami
Respirami come in una nuvola
gli occhi celati dietro i miei occhi
nel volo ebbrezza per la piuma
che sfiora il cielo ignara
di brevità di vita
Il sogno ci solleva dallo scoglio
sgretolandosi con l’onda
e ridiscende a lambire
le tracce...  leggi...

Sono poeta del nulla e del tuo universo
Sono poeta del nulla
Con gli occhi al cielo
Come i convolvoli
Alle pareti d’un muro
Tu l’universo
Io il letargo del cuore
Sono poeta delle bacche
Che crescono sui rovi
Io presagio oscuro
Di upupe e assioli
Tu tenera nitidezza
Di primule e...  leggi...

Taci
Taci
non odi voci
baci come
sussurri caldi
in fondo al cuore
moti assurdi
e lenti
audaci
Poche parole
afferri
e tra le mani
il vento
e nei capelli
il sole
Taci
osa parole
dove
muta il silenzio
e dove
la mente stanca
giace
ad afferrar...  leggi...

Il tuo nome
È fuoco nella gola
Sazietà che invade
L'anima nota
Che riempie il vuoto,
Il tuo nome,
Sillabato lento
Tempo che scende
In una clessidra
Taciuto tra le lenzuola
Ripetuto fino al cadere
Delle palpebre sugli occhi
Sussurrato tra le...  leggi...

Questo silenzio
Questo silenzio troppo a lungo dura
Il sogno è incubo è embrione di paura
Cammino piano lungo sentieri assolati
Gridano uccelli nel cupo del fogliame
Un dì era canto melodioso ed ora
La mente è stanca, brama solo...  leggi...

Se potessi prendere la luna
Adagio o andante
ritmo rubato
ad ore di silenzio
nenia che muore
in uno specchio
d’acqua con la luna
alta nel cielo
tessitura di sogni
su desideri deviati
convogliati altrove
perché io possa ritrovare
intatto il tuo profilo
dove il...  leggi...

Se c'è un senso nelle cose
Se c’è un senso nelle cose,
forse ha un senso
trovarti in piedi sulla soglia
ora che le nuvole convogli
perché torni il sereno
sull’onda dei miei giorni.
Ed ha un senso anche se non vedo
il tuo profilo fermo nella luce
né...  leggi...

Lacerata vela
Mi trafiggi
lacerata vela
angoscia
mascherata
nel pianto
mentre il mare
si tinge di sangue
e sotto la luce
d’un...  leggi...

Di che amore sai
Di che amore sai...
Di quello che si nutre di parole
che smarrisce nel vento le promesse
di quello che riscalda il cuore
che illude e disillude
di quello disperato o che non chiede
e si concede sempre generoso
Amore sai di vento, di tempesta
del...  leggi...

E piovve manna da te
Piovve manna da te
ed io saziai
ogni mia interminabile
fame passata
straripò il torrente
e nell’impeto della corsa
fino al mare
portò via con sé pelle
e cellule e sangue
e nel respiro crescente
calmò la furia
della...  leggi...

Era di luglio
Era di luglio
nel cielo spettinato
frange di nubi
celavano la luce
La mente era un setaccio
filtrava mille pensieri
ma tu eri sempre lì
minaccia di tempesta
incognita improvvisa
La calura estiva
mi toglieva il respiro
a te strappava la...  leggi...

Rosetta Sacchi

Rosetta Sacchi
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
Bacio che sopporti il peso (28/09/2014)

La prima poesia pubblicata:
 
Taci (06/07/2011)

L'ultima poesia pubblicata:
 
L’altra faccia della medaglia (24/08/2019)

Rosetta Sacchi vi consiglia:
 Brindiamo, la vita è breve (18/07/2013)
 Così il tuo nome (01/09/2013)
 Dentro la solitudine della folla (06/06/2013)
 Voglio entrare nella tua impronta (04/09/2013)
 Vado a zonzo (21/07/2012)

La poesia più letta:
 
Io ti darei di più (24/02/2013, 20714 letture)

Rosetta Sacchi ha 22 poesie nell'Albo d'oro.

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A spasso sul web

Biografie e Diari

E’ sorprendente. Scrivi una parola sul motore di ricerca o una frase o una porzione di frase, e viene fuori un universo di sapere o un caos. Riesci a conoscere anche ciò che non hai chiesto o rimani con la tua ignoranza, fuorviato dalle innumerevoli informazioni che escono fuori semplicemente cliccando con il mouse su una parola.

Una volta neanche ti sognavi di fare cose del genere! Ed in un certo senso era meglio.

Ora ti affidi a google o a virgilio e, se sei superficiale o poco intelligente, riescono a fare di te ciò che vogliono.

Mi domando spesso, ma è questa l’ evoluzione dell’ uomo, starsene così in attesa che un pc fornisca tutte le risposte alle sue domande?

Sinceramente, mi attrae di più un uomo che piange e ride, un uomo che si commuove, sensibile al tono di una voce femminile, o a un’ emozione, un uomo che ancora crede nella semplicità della vita e nei suoi valori, anziché una mente diabolica in preda a un’ overdose di nozioni, che escogita mille trucchi per ingannare o superare gli altri.

Ci sono momenti che passi davanti a un pc a soddisfare una tua curiosità. Vai da una pagina a quella successiva, scopri un bel blog, chatti col tuo amico, apri un foglio di word, e cominci a scrivere. Una sorta di miracolo, insomma e, come per incanto, vedi avanzare il nero su quella coltre sterminata, quasi fosse un esercito.

Ma la vita non è tutta lì e dovresti appellarti al senso della misura, o al tuo buonsenso, alla razionalità per capire quando è il momento di stoppare.

Ci sono momenti in cui, stranamente, il web riesce ad essere il tuo rifugio o un piacevole passatempo, uno strumento di distrazione dalla quotidianità, quella che sappiamo carica di affanni e patimenti.

Ci sono momenti che ti metti lì ad aspettare, come un gatto alla finestra, ma non sai cosa, semplicemente stai lì in stand- by, quasi speri in un suggerimento dallo stesso pc, su cosa fare.

Capita a tutti, o almeno credo. Capita anche a me.

Deve essermi accaduto in uno di quei momenti. Digiti una parola, poi un’ altra, un’ altra ancora. E’ un processo a catena. Ti ritrovi alla fine in una giungla.

M’ imbatto nel professor Grammaticus. Chi sarà mai, mi chiedo. Il nome mi fa pensare a uno che conosce e rispetta le regole, quelle grammaticali, s’ intende, uno che non sbaglia una virgola, che sa anche che esiste il punto e virgola, che non mette i punti solo alla fine, e che ti piazza quei bei puntini di sospensione, attenzione eh, doverosamente tre e non più di tre, per farti o non farti capire qualcosa.

Ma possibile, mi chiedo, che sul web io debba mettermi a leggere queste cose, possibile che si possano rinvenire intere righe e pagine su questo Professor Grammaticus?

Eppure è così. Cavolo, mi dico, ma che scoperta sensazionale! Il professor Grammaticus è un personaggio creato dallo scrittore Gianni Rodari.

Alzo gli occhi al soffitto, come per cercare una risposta diversa.

A scuola ho studiato Gianni Rodari, lo scrittore delle innumerevoli filastrocche: filastrocca brontolona, filastrocca burlona, filastrocca per quando piove, filastrocca di primavera, filastrocca di ferragosto e via discorrendo. Lo scrittore delle fiabe e di tante poesie divertenti.

Ricordo di aver letto quella poesia da un titolo un po’ strano: Un uomo maturo con un orecchio acerbo.

Sì, accadde sul diretto Capranica- Viterbo, qualcuno gli domandò cosa se ne facesse un uomo maturo di un orecchio acerbo, lui: Rispose gentilmente: ” Dica pure che son vecchio.
Di giovane mi è rimasto soltanto quest’ orecchio. E’ un orecchio bambino, mi serve per capire
le cose che i grandi non stanno mai a sentire”

E ricordo tante altre cose, ma questo personaggio, il prof. Grammaticus, davvero lo ignoravo. Una persona molto seria. Vive per la grammatica e non ammette errori. In realtà, sotto sotto, è un vero appassionato della lingua italiana e, anche se sembra veramente un fanatico, è capace di dimostrare un grande cuore e una grande sensibilità. Ma solo in casi estremi, naturalmente!

Allora vado avanti a cercare, voglio saperne di più di questo professore.

Ecco! Eh sì, ho trovato un estratto da “ Il libro degli errori, - Gianni Rodari - 1964 – Einaudi-

ESSERE E AVERE, e questo a seguire è il testo:

“ Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all’ estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio.

- Io ho andato in Germania nel 1958, – diceva uno di loro.

- Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura.

Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni:

- Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: “ sono andato”?

Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero.

- Il verbo andare, – continuò il professor Grammaticus, – è un verbo intransitivo, e come tale vuole l’ ausiliare essere.

Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse:

- Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei.

- Un verbo intransitivo.

- Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d’ altri… Lasciare la famiglia, i bambini.

Il professor Grammaticus cominciò a balbettare.

- Certo… Veramente… Insomma, però… Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo “ essere”: io sono, tu sei, egli è …

Eh, – disse l’ emigrante, sorridendo con gentilezza, – io sono, noi siamo! … Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare.

E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: – Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi … Ma gli errori più grossi sono nelle cose!”

E’ proprio così: gli errori più grossi sono nelle cose!

Poi, cercando cercando, scopro un professor Grammaticus riformista, come nel testo tratto da “ La riforma della grammatica – Gianni Rodari, “ Il libro degli errori”, 1964, Einaudi, Torino, e che riporto di seguito:

“ Il professor Grammaticus, un giorno, decise di riformare la grammatica.

– Basta, – egli diceva, – con tutte queste complicazioni. Per esempio, gli aggettivi, che bisogno c’è di distinguerli in tante categorie? Facciamo due categorie sole: gli aggettivi simpatici e gli aggettivi antipatici. Aggettivi simpatici: buono, allegro, generoso, sincero, coraggioso. Aggettivi antipatici: avaro, prepotente, bugiardo, sleale, e via discorrendo. Non vi sembra più giusto?

La domestica che era stata ad ascoltarlo rispose: – Giustissimo.

– Prendiamo i verbi, – continuò il professor Grammaticus. – Secondo me essi non si dividono affatto in tre coniugazioni, ma soltanto in due. Ci sono i verbi da coniugare e quelli da lasciar stare, come ad esempio: mentire, ammazzare, arricchirsi alle spalle del prossimo. Ho ragione sì o no?

– Parole d’ oro, – disse la domestica.

E se tutti fossero stati del parere di quella buona donna la riforma si sarebbe potuta fare in dieci minuti.

Ed ecco spiegato come, un semplice click di mouse su una parola, può portarti a fare una scoperta meravigliosa e ad arricchire le tue conoscenze, così come può farti smarrire in un coacervo di parole inutili e false informazioni.

Il tempo è volato, avevo tante cose da fare, la mia solita quotidianità, ed ero già stanca dal lavoro dell’ ufficio, ma ora mi sento bene, dopo la mia sana distrazione.

Mi è tornato il buonumore e, peraltro, mi sono anche divertita.

Grazie Gianni, consentimi di chiamarti per nome, giacchè non posso stringerti la mano. Sì, questo, solo questo, ora mi verrebbe da dirti.


Rosetta Sacchi 14/01/2016 21:16 451

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.
I fatti ed i personaggi narrati in questa opera sono frutto di fantasia e non hanno alcuna relazione con persone o fatti reali.

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Gramaticus...questo nome non mi è nuovo (pier quirica tola)

la domanda mi sorge spontanea,il nostro Gramaticus (pier quirica tola)

pardon GRAMMATICUS...BELLISSIMO RACCONTO (pier quirica tola)

IRONICO e non solo...osservazioni che rispecchiano (pier quirica tola)

le verità di un quotidiano e delle considerazioni (pier quirica tola)

che ne conseguono...riflessivo e contemporaneo (pier quirica tola)

aspetto curioso (di questo in particolare) modo (pier quirica tola)

di interpretare,non tutti i mali vengono a nuocere (pier quirica tola)

Bello leggerti sotto questa veste....! Complimenti (pier quirica tola)

Molto bello. Complimenti. (Vera Bianchini)



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